Nuovo regolamento sismico regione Lazio e piccole ristrutturazioni

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il 14 luglio 2016 è stato pubblicato sul BURL n°56 il nuovo regolamento sismico della Regione Lazio; va a sostituire il precedente chiarendo alcuni aspetti non del tutto chiari ed agevolando per alcune opere le procedure, così come descritto nei seguenti articoli:

  • l’art. 2, introduce la definizione di “varianti non sostanziali”, ovvero interventi che non sono considerati come rilevanti a livello strutturale, oltre poi tutti quelli intervenenti su elementi non strutturali (punto 7.2.3. delle NTC 2008) come i tramezzi interni di spessore non superiore a 10cm.
  • l’art. 8, descrive gli interventi non soggetti ad autorizzazione sismica (senza alcun adempimento presso il genio civile), per la completezza dei quali si rimanda alla lettura del testo normativo, e dai quali comunque possono essere estrapolati quelli che possono verificarsi con maggiore frequenza nelle ristrutturazioni di immobili esistenti:
  1. opere provvisionali con vita nominale inferiore a 2 anni e realizzazione linee vita sulle coperture dei fabbricati;
  2. demolizione e ricostruzione di tramezzi interni e tamponature esterne “che non modifichino il comportamento deformativo degli elementi strutturali”.
  3. realizzazione o rifacimento di impianti e pavimentazioni;
  4. rifacimento di piccole orditure o manti di copertura e lastrici;
  5. ringhiere, cancelli mobili, di altezza fino ad un metro;
  6. scale interne in legno o metallo prefabbricate (assenti nel precedente regolamento) in edifici privati non aperti al pubblico. Nel caso di realizzazione di scale in calcestruzzo, occorre comunque il progetto;
  7. arredi interni e scaffalature;
  8. controsoffitti leggeri;
  9. chiusure con infissi di porticati o logge;
  10. muri di recinzione non aventi anche funzione di sostegno, se di altezza fino ad 1 metro da terra escludendo dal calcolo l’eventuale ulteriore recinzione;
  11. trasformazione di finestra in porta-finestra e vice-versa su muratura portante;
  12. impianti solari o fotovoltaici realizzati sulle coperture dei fabbricati se di peso fino a 0,2kN/mq (circa 20kg/mq) – attenzione: un semplice impianto solare con boiler esterno supera facilmente questo valore, perché il boiler già di per sè, riempito d’acqua, arriva a pesare anche fino a 200kg. dunque se anche l’impronta a terra complessiva del pannello può essere di 5mq, il valore medio viene facilmente superato. Questa distinzione è una novità rispetto a prima;
  13. piccole costruzioni isolate, non destinate ad abitazione, con superficie a terra fino a 10mq e altezza fino a 350cm.

In particolare,

  •  l’art. 6 definisce meglio, rispetto alla precedente versione, la sfera dei progetti che sono soggetti solo ad asseverazione del progettista e non soggetti a controllo (anche se, in base al comma 6, le aree genio civile di competenza possono comunque istituire dei controlli a campione, seppur non sono obbligati). Sempre in merito alle ristrutturazioni su immobili esistenti, l’articolo ne cita ad esempio:
  1. la realizzazione di tettoie con H max 350cm e con fondazioni superficiali;
  2. le pensiline, cioè coperture prive di pilastri ancorate solo al muro verticale, se di sporgenza superiore ad 1,0 metri e fino a 2,5 metri.;
  3. pergolati di legno o acciaio, con H max 350 cm e con superficie di impronta a terra fino a 20mq;
  4. scale esterne e relative coperture;
  5. apertura e/o chiusura di porzioni di solaio, siano essi intermedi o di copertura;
  6. recinzioni di altezza compresa tra 1 metro e 3,5 metri;
  7. impianti solari o fotovoltaici che gravano sulla copertura del fabbricato fino ad un carico complessivo di 1,5kN/mq (circa 150 kg/mq);
  8. soppalchi abitabili interni realizzati al piano terra dei fabbricati ed aventi struttura indipendente (quindi è escluso il caso in cui l’edificio abbia degli ulteriori piani al di sotto di quello terreno;
  9. intervento localizzato di riparazione o sostituzione di solaio interpiano o di copertura, purché non ci sia variazione di geometria o di carichi;
  10. sostituzione di piattabande esistenti e nuova realizzazione di varchi murari su muratura portante aventi larghezza fino a 150cm e se la superficie frontale dell’apertura non supera il 25% della superficie della “parete libera piena” su cui si interviene;

Per gli altri articoli, si rimanda alla lettura del testo normativo.

A fronte di quanto analizzato sopra possiamo riassumere che per i lavori la cui natura risponde all’art. 6, comma 1 e 2, è stata introdotta una procedura semplificata che prevede il solo deposito al genio dei progetti, senza attendere alcun sorteggio, perchè si devono intendere automaticamente autorizzati.

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